Patrimonio complessivo di risorse di un individuo, espresso in rapporto ad un contesto e ad un compito, ovvero deducibile dal risultato di un comportamento dell’individuo in risposta a specifiche richieste del contesto. Le competenze sono costituite da un mix di elementi, alcuni dei quali hanno a che fare con la specificità del lavoro mentre altri sono relativi a caratteristiche personali e atteggiamenti che il soggetto mette in gioco nell’attuazione del compito stesso.
L'Isfol ha introdotto una distinzione che articola le competenze in tre macro aree:
1)competenze di base: requisiti minimi per l’occupabilità e lo sviluppo professionale, ad esempio l’informatica di base e le lingue;
2)competenze tecnico professionali: saperi e tecniche operative proprie delle attività relative a determinati processi lavorativi;
3)competenze trasversali: abilità relative al saper mettere in atto strategie efficaci per utilizzare al meglio le risorse possedute coerentemente con le esigenze del compito
Queste le competenze trasversali secondo il modello Isfol:
diagnosticare (percepire, decifrare, interpretare, immaginare, prestare attenzione ecc.); relazionarsi (riconoscere sé e l’altro, ascoltare, esprimersi, cooperare, gestire i conflitti, ecc.); affrontare (assumere responsabilità, coinvolgersi, decidere, negoziare, gestire, prendere l’iniziativa, risolvere i problemi, ecc.).
L'Isfol ha introdotto una distinzione che articola le competenze in tre macro aree:
1)competenze di base: requisiti minimi per l’occupabilità e lo sviluppo professionale, ad esempio l’informatica di base e le lingue;
2)competenze tecnico professionali: saperi e tecniche operative proprie delle attività relative a determinati processi lavorativi;
3)competenze trasversali: abilità relative al saper mettere in atto strategie efficaci per utilizzare al meglio le risorse possedute coerentemente con le esigenze del compito
Queste le competenze trasversali secondo il modello Isfol:
diagnosticare (percepire, decifrare, interpretare, immaginare, prestare attenzione ecc.); relazionarsi (riconoscere sé e l’altro, ascoltare, esprimersi, cooperare, gestire i conflitti, ecc.); affrontare (assumere responsabilità, coinvolgersi, decidere, negoziare, gestire, prendere l’iniziativa, risolvere i problemi, ecc.).
Si parla di conciliazione come di un tema che non è più solo un problema individuale delle donne, ma sta diventando un tema sociale, che può coinvolgere anche gli uomini e le organizzazioni. La vita e il tempo quotidiano sono composti da molteplici occupazioni per tutti, a seconda dei cicli di vita e delle situazioni familiari, ma anche dei bisogni di studio, di tempo libero e di altre attività. La conciliazione è un concetto che coinvolge molti soggetti in una specie di ecosistema (individui, aziende, sistema sociale) e che sta entrando nella cultura di chi opera per il miglioramento dei sistemi lavorativi e sociali.
Diritto all'astensione facoltative dal lavoro per accudire figli od altri parenti, esteso anche, attraverso la legge 53 dell'8 marzo 2000, ai padri. Tale diritto destinato a dipendenti di aziende pubbliche e private è poco utilizzato dagli uomini. Negli obiettivi per le pari opportunità è prevista la promozione di azioni e politiche specifiche che ne favoriscano l'utilizzo maschile.
Nell’ambito dell’
orientamento si definisce come un’azione di supporto individuale alle persone in particolari fasi della propria vita relativamente alle proprie scelte professionali o in tutti momenti di difficoltà o di passaggio della carriera lavorativa.
orientamento si definisce come un’azione di supporto individuale alle persone in particolari fasi della propria vita relativamente alle proprie scelte professionali o in tutti momenti di difficoltà o di passaggio della carriera lavorativa. Esistono differenti definizioni della cultura d’impresa, variabili a seconda delle analisi e degli interessi degli autori (allo stesso modo in cui si può parlare alternativamente di “cultura organizzativa”, o di “cultura aziendale”). Nella definizione del sociologo dell’organizzazione Antonio Strati, questa consiste nei simboli, nelle credenze e nei comportamenti appresi, prodotti e creati dalle persone che dedicano le loro energie ed il loro lavoro alla vita di un’organizzazione. La cultura d’impresa si esprime così negli artefatti e nei servizi che l’organizzazione produce, nella sua architettura, nelle tecnologie che impiega, nei cerimoniali di incontro e meeting, nella qualità e nelle condizioni della vita lavorativa, nella filosofia aziendale, nel gergo, nello stile di vita e nel modo di apparire dei partecipanti all’organizzazione
