pari opportunita

11 ottobre 2011


Lo statuto comunale di Merano è illegittimo

Nel comune di Merano si è acceso un forte dibattito sull’introduzione delle quote di genere nello statuto comunale. La commissione pari opportunità di Merano pretende, tra l’altro, che sia prevista una quota di genere adeguata per la giunta comunale, ma di questo i consiglieri comunali non ne vogliono sapere niente. Ma sono proprio questi ultimi che temono l’esito negativo dei ricorsi che la commissione provinciale per le pari opportunità ha presentato contro la nomina meramente maschile del consiglio amministrativo delle Aziende Energetiche Spa, fatta da parte del comune di Merano e del comune di Bolzano.
Nel ricorso contro il comune di Merano è stata anche impugnato in parte lo statuto comunale, perché non prevede la presenza obbligatoria di entrambi i generi in tutti gli organi collegiali e nelle istituzioni, negli enti e nelle aziende dipendenti dal comune, così come prescritto dalla legge regionale. I rappresentati del comune di Merano sono consapevoli della rilevanza del ricorso presentato. Solo grazie alle forte pressione da parte della commissione provinciale sono stati nominate sei donne per gli organi amministrativi e di controllo, ma nonostante ciò le richieste della commissione provinciale non sono ancora state esaudite.
La commissione ha approvato in luglio il rinvio dell’udienza, fissata per il 12 ottobre 2011, in quanto il sindaco di Merano aveva assicurato che avrebbe modificato lo statuto comunale per dare la possibilità agli organi interessati di inserire ulteriori miglioramenti.
“I comuni di Merano e Bolzano hanno quindi l’ultima possibilità di rispettare l’accordo. Se dovessero lasciare trascorrere il termine stabilito, sarà il Tribunale a decidere, così come è avvenuto in altre regioni italiane. Per questo insisterò per un rinvio breve” – così la Presidente della CPO. “Noi sosteniamo la richiesta della CPO di Merano in quanto pretendono il rispetto di diritti già garantiti dalla legge regionale e dall’art. 51 della costituzione. Non si tratta quindi nè di una richiesta nè di un favore fatto alle donne, ma del rispetto di principi fondamentali di una società democratica.”

La Presidente
Ulrike Oberhammer