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La pianista

di Michael Hanecke

Con Isabelle Huppert, Benoit Magimel
Francia Germ. 2001

Che il film La Pianista sia tratto dal romanzo omonimo di Elfriede Jelinek è cosa nota. Hanecke, fedele al plot, ne mette in scena i particolari più scabrosi, quelli più inquietanti ed anche sgradevoli. D'altronde Hanecke è sempre stato fedele, fin dagli esordi, alla poetica della crudeltà, del disorientamento umano. Capace quindi di una glaciale descrizione dei personaggi, con precisione da entomologo. Laddove, appunto, le persone potrebbero essere più simili agli insetti, proprio nel loro ispirare talvolta ripugnanza.

Eppure i film di Michael Hanecke, pur rappresentando il sadismo gratuito di Fanny Games, il mistero ombroso e colpevole di Niente da nascondere, sono bellissimi, quanto conturbanti. Da citare Das Weisse Band, quale smentita storica dell’innocenza infantile, vivaio nel Nord germanico di futuri potenziali nazisti.
Non stupisce quindi che il regista abbia scelto di sceneggiare un film tratto da uno dei più discussi romanzi austriaci, di quella Jelinek (Nobel per la Letteratura 2004) che con Thomas Bernhard ha costituito la mise en place di tutti i peccati della gente austriaca.

Un cenno alla storia per chi non la conoscesse: Erika, insegnante di piano al Conservatorio di Vienna, seduce con la sua algida alterigia uno studente bello, talentuoso e felicemente sano di mente. La relazione, imposta da Erika, si baserà su forme perverse di sessualità che nulla hanno di morboso nelle immagini, esplicitando invece le tortuosità della mente.
Superba l’interpretazione di Isabelle Huppert.

Marina Manganaro

Venerdì 25 novembre 2011 - ore 18.00
Biblioteca della Donna - Frauenzentrum
Piazza Parrocchia 16
Bolzano


Allegato: il programma della rassegna

20/11/2011