NISSA' CARE
Anziani, famiglie, badanti. L’analisi dello sportello di consulenza sul
lavoro di cura Nissà Care.
Da gennaio 2005 lo sportello di consulenza sul
lavoro di cura “Nissà – Care” presso l’ASSB distretto socio-sanitario “Europa Novacella” fornisce informazioni e aiuto a chi è interessato al lavoro nell’ambito domestico (badanti, colf…) sia come possibile datore/datrice di lavoro che come lavoratore/lavoratrice. I dati sull’utenza rivelano una elevata fruizione da parte sia di famiglie che di lavoratori e lavoratrici straniere e non, per un numero totale di 392 persone registrate di cui 143 famiglie con a carico persone anziane a cui dover fornire un sostegno per il giorno o sia per il giorno che per la notte.
Cosa cercano le famiglie
Alle famiglie e ai singoli che necessitano di assistenza vengono fornite informazioni sulle prestazioni economiche erogabili per l’assistenza sociosanitaria, modalità di assunzione dei collaboratori famigliari e
orientamento sulle norme contrattuali e previdenziali.
Quasi la metà (49%) delle richieste di aiuto da parte delle famiglie riguardano la ricerca di assistenti private disposte a convivere giorno e notte con un proprio caro anziano (donna per il 73%) non più autosufficiente. La “badante” si pone quindi come alternativa all’inserimento in una struttura di degenza e permette alle famiglie di non dover stravolgere la propria vita per dedicarsi direttamente e a tempo pieno all’assistenza del proprio parente.
L’età delle persone che necessitano di un aiuto domestico e di assistenza è per il 77% dei casi superiore ai 75 anni.
Nel 22% dei casi si tratta di persone di
genere maschile, 4% sono coppie di anziani, 74 % sono donne sole. Nel 61 % dei casi la persona per cui è richiesto un aiuto a domicilio vive da sola.
Un ulteriore aspetto riguarda le difficoltà economiche e di gestione del rapporto di lavoro: gestire l’assistenza privata di un proprio caro anziano significa non solo caricarsi di un onere economico spesso pesante ma anche dover diventare datore/datrice di lavoro, un ruolo che richiede
competenze e attenzioni particolari.
Le famiglie si trovano sole ad affrontare le problematiche legate all’integrazione socio-culturale di queste persone e a trovare soluzioni a conflitti che insorgono nella relazione tra badante, persona anziana e famiglia.
Analisi su lavoratrici e lavoratori
Delle 243 badanti rivoltesi allo sportello il 46% proviene dall’est Europa, soprattutto dall’Ucraina, seguono Africa, Sud America e un 13% di lavoratrici e lavoratori italiani.
Il livello di istruzione di lavoratori e lavoratrici varia da medio (tra 9 e 12 anni di scolarizzazione) nel 33.9% dei casi a medio alto (tra i 13 e i 15 anni) nel 33.9%. Il 14, 6 % dei lavoratori ha all’attivo oltre 15 anni di frequenza scolastico-universitaria. Il 12, 5% ha frequentato tra i 6 e gli 8 anni di scuola e solo nel 15% dei casi si rileva una scolarità bassa tra 1 e 5 anni.
Il 70% delle persone che si offre per il lavoro domestico ha un’esperienza almeno biennale. Il 90% è in Italia da almeno 3 anni.
Risultati emersi
Visto il numero di utenti accolti e i contatti ricevuti, lo sportello “Nissà Care” risulta essere un osservatorio sul lavoro domestico in Provincia di Bolzano, analizzando dinamiche e peculiarità legate a questo ambito lavorativo.
Fra le problematicità rilevate spicca fra tutte la difficoltà ad instaurare un rapporto di lavoro regolare. Le famiglie, infatti, si trovano a coprire un ruolo spesso inedito di datori di lavoro e le lavoratrici spesso straniere hanno difficoltà di natura linguistica, d’integrazione, economiche e risultano spesso essere impreparate professionalmente. La mancanza di trasparenza su costi, diritti e doveri, la presenza di molte lavoratrici clandestine e in nero e gli sporadici controlli per quanto riguarda il settore domestico rendono la concorrenza tale da avvicinare i soggetti a soluzioni illegali di occupazione. Il lavoro nero costringe spesso le “badanti” a lavorare o comunque ad essere presenti nella casa dell’anziano per quasi tutta la giornata senza avere adeguati spazi di recupero psico-fisico.
Altrettanto rilevante risulta la questione, a cui per ora non è stata data un’adeguata risposta, legata alla professionalità delle “badanti” che diventano spesso infermiere improvvisate.
A fronte di queste difficoltà lo sportello grazie anche a tutti i partner del progetto, offre consulenza e materiale informativo sulle corrette modalità di assunzione e di gestione del rapporto di lavoro e fino ad oggi ha cercato di promuovere la legalità legata all’ambito del lavoro domestico.
Per maggiori informazioni
Cecilia Stefanelli
Associazione DONNE NISSA’ FRAUEN Vereinigung
Solidarietà con le donne straniere – Solidarität mit ausländischen Frauen
Via Cagliari 22/a Str.
39100 Bolzano Bozen
Tel/Fax 0471-935444
Mob. 349-3668263