Donne, scienza e nuove tecnologie : alcuni spunti e una breve bibliografia
Il Cnel ha pubblicato nel marzo del 2004 una ricerca bibliografica e webgrafica su fonti italiane intitolata "La trasformazione silenziosa. Donne, ICT, innovazioe".
Riportiamo una pagina che ci sembra molto chiara sulle difficoltà e le possibili cause nell'approccio delle nuove generazioni femminili alle nuove tecnologie: si tratta di una serie di fattori legati a stereotipi culturali, educativi e lavorativi.
- Scarsa tradizione nel rapporto donne-scienza-tecnica in generale
- Computer science legata all'area matematica anzichè linguistica
- Mancanza di modelli femminili in area scientifico-tecnologica
- Limiti nel possesso e nell'accesso ai mezzi tecnici (più ragazzi che ragazze hanno un PC, stereotipi degli acquisti tecnologici in famiglia: primo accesso delle bambine al PC due anni più tardi)
- Modelli di femminilità contraddittori (cultura, mass media, l'illusione di "parità" coltivata nell'esperienza scolastica, che non prepara alle differenze del mercato del lavoro)
- Orientamento scolastico/professionale non attento agli stereotipi di
genere
- Stili cognitivi diversi: per esempio interesse alla tecnologia non tanto in sè quanto come strumento "per fare qualcosa"; interesse a "conoscere" la macchina più che a controllarla; atteggiamenti più cooperativi che competitivi ecc.
- Contesti scolastici tecnici molto marcati al maschile (importante specie in adolescenza e in prima giovinezza)
- Atteggiamenti delle ragazze nel proporsi sul mercato del lavoro (necessarie capacità di proporsi attivamente, chiarezza degli obiettivi e valorizzazione consapevole delle proprie
competenze)
- Procedure di reclutamento
- Gestione risorse umane e culture aziendali non innovative, rischi legati alla "atipicità femminile" e alla deregulation (flessibilità come risorsa, ma anche fonte di problemi di
conciliazione lavoro/vita).
E' possibile visionare la sintesi della ricerca
"Noi donne siamo come delle immigrate nei territori della scienza, veniamo dalle cucine, dalle camere da letto e siamo abituate a sognare ad occhi aperti. Quando cucino, pulisco la verdura... cosa credi che faccia? Penso? Non proprio... vedo. Vedo delle immagini che si concatenano una all'altra... E mi dico che in noi donne, nel nostro DNA si è fissato una specie di talento visionario di cui ancora non siamo totalmente consapevoli e che non siamo capaci di sfruttare." (citazione tratta da Agnese Seranis - "Il filo di un discorso")
Per chi volesse approfondire l'argomento, segnaliamo anche alcuni volumi, pubblicati negli ultimi anni, dedicati a queste tematiche:
Giovanna Gavetta, L'alternativa negata. La donna, la scienza, il potere, Egea, 2004
Rossella Palomba , Figlie di Minerva, Franco Angeli, 2000
Agnese Seranis, Il filo del discorso, Eura Press, 1997
Sara Sesti, Liliana Moro, Donne di scienza. 55 biografie dall'antichità al 2000, Pristem-Università Bocconi, 2000
Margareth Wertheim, I pantaloni di Pitagora, Instar Libri, 1996
Istat, Donne all'Università, il Mulino, 2001
AA. VV., Donne politecniche, Scheiwiller, 2001
(FT)
23/11/2004